Se però la smettessero di rompere il cazzo ad Abele...
Quando si dice il dono della sintesi!
marzia.elle
sabato 29 settembre 2007
venerdì 28 settembre 2007
Giacomo Leopardi
La prima volta che ci siamo incontrati, lo ricordo bene, l'ho trovato un po' irritante.
Avevo problemi a ricordare "We are you from?", Perfetto per me voleva dire "Tutto ok!", l'Indonesia era un luogo situato nel nulla e la Defenestrazione di Praga mi sembrava un gioco da tavolo con qualche inconveniente per i partecipanti.
Avevo circa quattordici anni.
Piacere Marzia, piacere Giacomo.
Anche lui aveva quattordici anni.
Solo che conosceva il latino, il greco, l'ebraico, l'inglese, il francese...
Sì, l'ho trovato decisamente irritante!
Con quell'aria da: "Mah... niente di che, so solo quattro cosine..." E l'occhio azzurro furbissimo a indagare nella tua anima.
Non fu amore a prima vista.
Ci incontrammo di nuovo verso i diciassette anni.
Una parte di me pensava di poter cambiare il mondo, l'altra, incazzata con lo stesso, desiderava raderlo al suolo.
Animata dalla filosofia del: "Tutto è polvere!", la vita fa schifo, i miei sono degli infami, cuor, non val cosa nessuna i moti tuoi; sbattei il muso sulle Operette Morali.
"Vai, sii grande e infelice!" Dicesti.
"Eccomi!" Risposi (la presunzione, se non altro, non mi è mai mancata!).
E quel giorno mi consolasti.
Eri un po' bacchettone, ma non te la tiravi troppo!
Mi parlavi con pathos, con amore.
Condividendo con me paure, gioie, speranze, disillusioni. Al di là del tempo e dello spazio.
Lo chiamavano Pessimismo Cosmico.
Ma noi lo sapevamo che non era così!
Arriverà giorno, ne sono certissima, che avrai giustizia.
Oggi, che mi sei amico da tanti anni, ne ridiamo.
Ogni volta mi sento dire: "Ancora con 'sto Leopardi?!"
"Oddio, lo sfigato!"
"Ma non è meglio Manzoni?"
"Coraggio, si cura!"
"Non potresti drogarti invece?"
"Nascondi un po' quel libro..."
"Giacomo chi?"
"L'Infinito? Ah, Foscolo!"
"Ma sei fissata!"
"Fatti una vita!"
Oggi che, più d'allora, sai prendere in mano il mio cuore e strizzarlo a tuo piacemento.
Oggi che, senza interrogarmi su metrica o figure retoriche, mi trovo a piangere sul Sabato del villaggio, trascinata da quella dolce mestizia che tu sai così bene far sgorgare da ogni parola.
Avevo problemi a ricordare "We are you from?", Perfetto per me voleva dire "Tutto ok!", l'Indonesia era un luogo situato nel nulla e la Defenestrazione di Praga mi sembrava un gioco da tavolo con qualche inconveniente per i partecipanti.
Avevo circa quattordici anni.
Piacere Marzia, piacere Giacomo.
Anche lui aveva quattordici anni.
Solo che conosceva il latino, il greco, l'ebraico, l'inglese, il francese...
Sì, l'ho trovato decisamente irritante!
Con quell'aria da: "Mah... niente di che, so solo quattro cosine..." E l'occhio azzurro furbissimo a indagare nella tua anima.
Non fu amore a prima vista.
Ci incontrammo di nuovo verso i diciassette anni.
Una parte di me pensava di poter cambiare il mondo, l'altra, incazzata con lo stesso, desiderava raderlo al suolo.
Animata dalla filosofia del: "Tutto è polvere!", la vita fa schifo, i miei sono degli infami, cuor, non val cosa nessuna i moti tuoi; sbattei il muso sulle Operette Morali.
"Vai, sii grande e infelice!" Dicesti.
"Eccomi!" Risposi (la presunzione, se non altro, non mi è mai mancata!).
E quel giorno mi consolasti.
Eri un po' bacchettone, ma non te la tiravi troppo!
Mi parlavi con pathos, con amore.
Condividendo con me paure, gioie, speranze, disillusioni. Al di là del tempo e dello spazio.
Lo chiamavano Pessimismo Cosmico.
Ma noi lo sapevamo che non era così!
Arriverà giorno, ne sono certissima, che avrai giustizia.
Oggi, che mi sei amico da tanti anni, ne ridiamo.
Ogni volta mi sento dire: "Ancora con 'sto Leopardi?!"
"Oddio, lo sfigato!"
"Ma non è meglio Manzoni?"
"Coraggio, si cura!"
"Non potresti drogarti invece?"
"Nascondi un po' quel libro..."
"Giacomo chi?"
"L'Infinito? Ah, Foscolo!"
"Ma sei fissata!"
"Fatti una vita!"
Oggi che, più d'allora, sai prendere in mano il mio cuore e strizzarlo a tuo piacemento.
Oggi che, senza interrogarmi su metrica o figure retoriche, mi trovo a piangere sul Sabato del villaggio, trascinata da quella dolce mestizia che tu sai così bene far sgorgare da ogni parola.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo...
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo...
marzia.elle
mercoledì 26 settembre 2007
Passeggiando
Ormai è un'abitudine. Così dolce che ne sono gelosa.
Ogni mattina, tra le 8:30 e le 9:30, passeggio lungo via Gregorio VII, giù fino a San Pietro, Castel Sant'Angelo e ritorno.
Un'ora per rilassarmi, ammirare le bellezze di Roma, riflettere sulla mia, l'altrui, vita e scaricare lo stress da traffico cittadino.
Il mercoledì, però, è un giorno particolare.
Il mercoledì è il giorno del popolo di dio.
Turisti, fedeli, fedeli turisti o solo turisti curiosi che transumano lungo le vie per affluire a piazza San Pietro.
Mercoledì è giorno di udienza papale.
Ammiro il popolo di dio. Grassi, magri, alti, bassi, zoppi, giovani, vecchi, tutti si trascinano verso la luce, con gioia e speranza negli occhi. Camminano calpestando la storia, si lanciano sotto i veicoli, sorridono ai mendicanti bisognosi di denaro più che di comprensione, si passano bottiglie d'acqua, reggono in mano bandiere, sciarpe, cartelli con su scritto frasi d'amore, parlano di pace, credono nella bontà, persino nella mia, semplicemente perché sono là e cammino con loro.
Questo popolo di dio, in verità, mi fa anche un po' paura!
Arriva a ondate. Compatto. Massiccio.
Il popolo di dio è animato da grandi ideali, ama chi gli sta accanto.
Il problema è il ritorno. Perché il popolo di dio è permaloso, ama sì, ma non quando gli stai "contro"!
marzia.elle
Ogni mattina, tra le 8:30 e le 9:30, passeggio lungo via Gregorio VII, giù fino a San Pietro, Castel Sant'Angelo e ritorno.
Un'ora per rilassarmi, ammirare le bellezze di Roma, riflettere sulla mia, l'altrui, vita e scaricare lo stress da traffico cittadino.
Il mercoledì, però, è un giorno particolare.
Il mercoledì è il giorno del popolo di dio.
Turisti, fedeli, fedeli turisti o solo turisti curiosi che transumano lungo le vie per affluire a piazza San Pietro.
Mercoledì è giorno di udienza papale.
Ammiro il popolo di dio. Grassi, magri, alti, bassi, zoppi, giovani, vecchi, tutti si trascinano verso la luce, con gioia e speranza negli occhi. Camminano calpestando la storia, si lanciano sotto i veicoli, sorridono ai mendicanti bisognosi di denaro più che di comprensione, si passano bottiglie d'acqua, reggono in mano bandiere, sciarpe, cartelli con su scritto frasi d'amore, parlano di pace, credono nella bontà, persino nella mia, semplicemente perché sono là e cammino con loro.
Questo popolo di dio, in verità, mi fa anche un po' paura!
Arriva a ondate. Compatto. Massiccio.
Il popolo di dio è animato da grandi ideali, ama chi gli sta accanto.
Il problema è il ritorno. Perché il popolo di dio è permaloso, ama sì, ma non quando gli stai "contro"!
marzia.elle
Appello
Alla signora/signorina che tutte le mattine rende impraticabile il bagno del quarto piano in ufficio.
Signorin,
io lo capisco, quando scappa scappa, però due sono le cose: o la smette di mangiare gatti morti o si compra un deodorante!
Grazie,
marzia.elle
Signorin,
io lo capisco, quando scappa scappa, però due sono le cose: o la smette di mangiare gatti morti o si compra un deodorante!
Grazie,
marzia.elle
martedì 25 settembre 2007
Il sospetto - l'amica del cuore colpisce ancora
Amica del cuore: "Hai preso le ferie per venire al mio matrimonio?"
Io: "Ho preso venerdì..."
Amica del cuore: "Solo? Miseria, non stiamo mai insieme! Una volta che vieni..."
Io: "Hai ragione... mi spiace... ma sono di consegna..."
Amica del cuore: "E vabbè però... era l'occasione giusta... magari stavi una settimana... qui a casa... con me..."
Sì, anche a me dispiace. Sì davvero, sei come una sorella per me.
Accidenti, l'età mi rende sentimentale...
Poi, all'improvviso... il sospetto!
Io: "Ma tu hai l'esame vero?"
Amica del cuore: "Neurologia..."
Io: "..."
Amica del cuore: "Dai, resta più giorni..."
Io: "..."
Amica del cuore: "Ti posso fare con il martelletto?"
Ma la vogliamo dare Pediatria, cazzo!
marzia.elle
Io: "Ho preso venerdì..."
Amica del cuore: "Solo? Miseria, non stiamo mai insieme! Una volta che vieni..."
Io: "Hai ragione... mi spiace... ma sono di consegna..."
Amica del cuore: "E vabbè però... era l'occasione giusta... magari stavi una settimana... qui a casa... con me..."
Sì, anche a me dispiace. Sì davvero, sei come una sorella per me.
Accidenti, l'età mi rende sentimentale...
Poi, all'improvviso... il sospetto!
Io: "Ma tu hai l'esame vero?"
Amica del cuore: "Neurologia..."
Io: "..."
Amica del cuore: "Dai, resta più giorni..."
Io: "..."
Amica del cuore: "Ti posso fare con il martelletto?"
Ma la vogliamo dare Pediatria, cazzo!
marzia.elle
L'amica del cuore
L'amica del cuore vive al di là del Tirreno.
E' Ostetrica, lavora come ferrista in Sala Operatoria e studia per diventare Cardiologo (altrimenti che amica del cuore sarebbe?!)
Chi non desidererebbe avere come amica del cuore un dottore?
Amica del cuore: "Di' un po', sai tenere la gamba su a quarantacinque gradi per novanta secondi stando supina?"
Io: "E che ne so..."
Amica del cuore: "Prova!"
Io: "Sto in ufficio!"
Amica del cuore: "Chiudi la porta, sdraiati sul tavolo e prova!"
Io: "Sto nell'open space..."
Amica del cuore: "Uffa... ok, fallo a casa, ti chiamo domani!"
Domani!
Amica del cuore: "L'hai fatto?"
Io: "Sì"
Amica del cuore: "Beh?"
Io: "Riuscita, ma una fatica..."
Amica del cuore: "Ottimo, vuol dire che non hai la jfgafjhgfnchkfdewgf!" [Nome impronunciabile]
Io: "Che?"
Amica del cuore: "La dfsagfewyrhdkfsdfkfso!" [Vedi sopra!]
Io: "E che è?"
Amica del cuore: "Malattia degenerativa che in genere colpisce dopo i settanta!"
Io: "..."
marzia.elle
E' Ostetrica, lavora come ferrista in Sala Operatoria e studia per diventare Cardiologo (altrimenti che amica del cuore sarebbe?!)
Chi non desidererebbe avere come amica del cuore un dottore?
Amica del cuore: "Di' un po', sai tenere la gamba su a quarantacinque gradi per novanta secondi stando supina?"
Io: "E che ne so..."
Amica del cuore: "Prova!"
Io: "Sto in ufficio!"
Amica del cuore: "Chiudi la porta, sdraiati sul tavolo e prova!"
Io: "Sto nell'open space..."
Amica del cuore: "Uffa... ok, fallo a casa, ti chiamo domani!"
Domani!
Amica del cuore: "L'hai fatto?"
Io: "Sì"
Amica del cuore: "Beh?"
Io: "Riuscita, ma una fatica..."
Amica del cuore: "Ottimo, vuol dire che non hai la jfgafjhgfnchkfdewgf!" [Nome impronunciabile]
Io: "Che?"
Amica del cuore: "La dfsagfewyrhdkfsdfkfso!" [Vedi sopra!]
Io: "E che è?"
Amica del cuore: "Malattia degenerativa che in genere colpisce dopo i settanta!"
Io: "..."
marzia.elle
lunedì 24 settembre 2007
Ti voglio così bene che ti ucciderei...
E' un classico!
Se non sei abbastanza ricco da avere un maggiordomo, in genere ti ammazza sempre un parente, un fidanzato o il vicino di casa.
Per carità, lo capisco.
Nell'ordine, vorrei ammazzare l'ex, tutta la famiglia e pure qualche vicino (crepi l'avarizia!).
Ma poi si sa, sono come l'Orlando Furioso, tutto fumo e niente Ariosto!
In assoluto, però, i più spiazzanti, come sempre, sono i giovinetti!
Diversi anni fa, correva l'anno 2001, insegnavo informatica in una scuola media.
Una mattina, ignara, entrai in aula convinta di poter spiegare i Sistemi Operativi.
Tempo cinque minuti e realizzai che i SO potevano andare a farsi benedire!
L'argomento del giorno era il delitto di Novi Ligure.
Non potevano più tenersi, ne dovevano parlare.
Figurarsi: erano alle ultime due ore e ancora non avevano potuto sfogarsi con nessuno.
Il che, in quel momento, effettivamente, mi fece sospettare di essere la cogliona di turno.
Comunque, decisi che potevano vivere anche con due ore in meno di Sistemi Operativi e iniziai con aria mesta: "Già... una tragedia..."
Per poco non mi impalano!
"Una tragedia?" Sbottò il primo della fila.
"Ma io voglio ammazza' mia madre da dieci anni!" (E di anni ne aveva solo tredici!)
"Questa è una grande!" Urlava un altro mostrando la foto di Erika (l'autrice insieme al fidanzato della strage familiare).
"Ma secondo lei se uccido mio fratello mi mettono in galera per sempre?" Mi chiese una fanciullina con aria angelica.
"Sara, - sussurrai - ma come? Pensi alla galera? E tuo fratello?"
"Ehhh, lo ammazzo! Lo posso soffocare nel sonno. Con il cuscino!"
"Io lo butto giù dalla finestra!"
"Invece per mia madre pensavo... se cade dalle scale..."
A scuola, il sangue, tira!
marzia.elle
Se non sei abbastanza ricco da avere un maggiordomo, in genere ti ammazza sempre un parente, un fidanzato o il vicino di casa.
Per carità, lo capisco.
Nell'ordine, vorrei ammazzare l'ex, tutta la famiglia e pure qualche vicino (crepi l'avarizia!).
Ma poi si sa, sono come l'Orlando Furioso, tutto fumo e niente Ariosto!
In assoluto, però, i più spiazzanti, come sempre, sono i giovinetti!
Diversi anni fa, correva l'anno 2001, insegnavo informatica in una scuola media.
Una mattina, ignara, entrai in aula convinta di poter spiegare i Sistemi Operativi.
Tempo cinque minuti e realizzai che i SO potevano andare a farsi benedire!
L'argomento del giorno era il delitto di Novi Ligure.
Non potevano più tenersi, ne dovevano parlare.
Figurarsi: erano alle ultime due ore e ancora non avevano potuto sfogarsi con nessuno.
Il che, in quel momento, effettivamente, mi fece sospettare di essere la cogliona di turno.
Comunque, decisi che potevano vivere anche con due ore in meno di Sistemi Operativi e iniziai con aria mesta: "Già... una tragedia..."
Per poco non mi impalano!
"Una tragedia?" Sbottò il primo della fila.
"Ma io voglio ammazza' mia madre da dieci anni!" (E di anni ne aveva solo tredici!)
"Questa è una grande!" Urlava un altro mostrando la foto di Erika (l'autrice insieme al fidanzato della strage familiare).
"Ma secondo lei se uccido mio fratello mi mettono in galera per sempre?" Mi chiese una fanciullina con aria angelica.
"Sara, - sussurrai - ma come? Pensi alla galera? E tuo fratello?"
"Ehhh, lo ammazzo! Lo posso soffocare nel sonno. Con il cuscino!"
"Io lo butto giù dalla finestra!"
"Invece per mia madre pensavo... se cade dalle scale..."
A scuola, il sangue, tira!
marzia.elle
Le parole
"Il primo significato è quello letterale."
Ce lo spiegano da sempre.
"Quando sono arrabbiato dico cose che non penso."
E' una scusa che usiamo un po' tutti.
Ma le parole sono importanti.
Segnano, fanno male, a volte aiutano.
Raramente si dimenticano.
Se fossi capace, avrei una vita di silenzi.
marzia.elle
Ce lo spiegano da sempre.
"Quando sono arrabbiato dico cose che non penso."
E' una scusa che usiamo un po' tutti.
Ma le parole sono importanti.
Segnano, fanno male, a volte aiutano.
Raramente si dimenticano.
Se fossi capace, avrei una vita di silenzi.
marzia.elle
venerdì 21 settembre 2007
La Poesia
Stamane, per una serie di motivazioni noiosissime da spiegare, ma che sono ben note all'Anonimo Vicino (soggetto giornalmente a vessazioni letterarie), ho ricacciato dal cappello una poesia di Montale che non leggevo dagli anni del liceo.
Montale non è mai stato il mio poeta preferito. Mi faceva sempre un po' incavolare.
Arrivavo a metà poesia e desideravo averlo a distanza di braccio per prenderlo a mazzate.
Me lo vedevo sdraiato sotto un albero con un cappellaccio in testa a ridacchiare di me che cercavo profonde verità nei suoi scritti.
Alla fine però...
Perché Montale è un po' così.
Prima ti esaspera, poi ti abbraccia forte e con dolcezza ti piange sulla spalla.
Al che non hai più cuore di dirgli nemmeno: "BU", anzi!
E mentre ti balbetta le sue scuse, tu sei pronto a buttarti nel fuoco per lui.
Per dire, il Meriggiare.
Tu inizi con tutta la buona volontà e leggi:
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
"Ermetico!" Pensi subito.
Cioè pare che dica cose stupide invece... perché deve essere così per forza!
Continui.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
"Ehhh sì, ermetico."
"Deve essere per forza ermetico!"
Sebbene un pensierino lo fai.
Di nascosto, ma lo fai.
E il pensierino è un francesismo perfetto: "'Sti cazzi delle formiche!"
"Ma no, che dici?" Borbotta subito la coscienza.
Dotti studiosi hanno pontificato all'infinito sulle formiche rosse, ce ne vogliamo dimenticare?
Le formiche nascondono sottintesi sconcertanti.
Dalla razza umana, agli alieni, fino ad arrivare agli spaghetti.
"Eppure sembravano proprio formiche..." Pensi.
Continui.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
Che?
Lo senti, ti sta prendendo per il naso.
Tutti a cercare queste profonde verità e lui parla di cicale...
Continui solo perché vuoi toglierti la soddisfazione di arrivare alla fine prima di dare alle fiamme tutto il capitolo che lo riguarda.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Panico!
SBAM!
Sua maestà la poesia!
La poesia arriva così.
A volte come una mattonata in faccia, altre insinuandosi lungo la spina dorsale.
A volte mentre sei lì e la guardi correre verso di te, altre facendoti sorprendere come una stupida.
Scusa Montale... scusa...
Fai di me ciò che vuoi!
E il maledetto mi prende in parola.
Fregata!
marzia.elle
Montale non è mai stato il mio poeta preferito. Mi faceva sempre un po' incavolare.
Arrivavo a metà poesia e desideravo averlo a distanza di braccio per prenderlo a mazzate.
Me lo vedevo sdraiato sotto un albero con un cappellaccio in testa a ridacchiare di me che cercavo profonde verità nei suoi scritti.
Alla fine però...
Perché Montale è un po' così.
Prima ti esaspera, poi ti abbraccia forte e con dolcezza ti piange sulla spalla.
Al che non hai più cuore di dirgli nemmeno: "BU", anzi!
E mentre ti balbetta le sue scuse, tu sei pronto a buttarti nel fuoco per lui.
Per dire, il Meriggiare.
Tu inizi con tutta la buona volontà e leggi:
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
"Ermetico!" Pensi subito.
Cioè pare che dica cose stupide invece... perché deve essere così per forza!
Continui.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
"Ehhh sì, ermetico."
"Deve essere per forza ermetico!"
Sebbene un pensierino lo fai.
Di nascosto, ma lo fai.
E il pensierino è un francesismo perfetto: "'Sti cazzi delle formiche!"
"Ma no, che dici?" Borbotta subito la coscienza.
Dotti studiosi hanno pontificato all'infinito sulle formiche rosse, ce ne vogliamo dimenticare?
Le formiche nascondono sottintesi sconcertanti.
Dalla razza umana, agli alieni, fino ad arrivare agli spaghetti.
"Eppure sembravano proprio formiche..." Pensi.
Continui.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
Che?
Lo senti, ti sta prendendo per il naso.
Tutti a cercare queste profonde verità e lui parla di cicale...
Continui solo perché vuoi toglierti la soddisfazione di arrivare alla fine prima di dare alle fiamme tutto il capitolo che lo riguarda.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Panico!
SBAM!
Sua maestà la poesia!
La poesia arriva così.
A volte come una mattonata in faccia, altre insinuandosi lungo la spina dorsale.
A volte mentre sei lì e la guardi correre verso di te, altre facendoti sorprendere come una stupida.
Scusa Montale... scusa...
Fai di me ciò che vuoi!
E il maledetto mi prende in parola.
Fregata!
marzia.elle
giovedì 20 settembre 2007
Non che la coerenza sia per forza un valore... ma...
Ma parliamone!
Alessandro Cecchi Paone!
Dico: Alessandro Cecchi Paone, che solo per chiamarlo perdi il treno.
Cecchi Paone!
Ebbene: sta naufrago sull'Isola dei Famosi.
E va bene, questo può anche essere positivo, ma temo che dopo torni...
Cecchi Paone! Quello che una volta, a una premiazione dei Telegatti, si alzò in piedi tutto inviperito perché la stupida gente aveva votato un reality piuttosto che il suo simil-culturale programma e si mise a gridare come un ossesso facendo la figura del rosicone. Quello!
Mi ricordo che allora pensai: "Eh però... ha fatto un casino, ma almeno tiene le palle via..."
Ecco, gliele hanno tagliate!
Segate!
Seccate al sole e cadute.
Adesso fa il naufrago.
Non solo, fa pure il naufrago scassaminchia. Litiga con la produzione, la conduttrice, i compagni, i sassi, il buco dell'ozono, tutto!
Ha detto che la nomination è un atto incivile. Vuole tutelare i deboli.
Deve essere che sull'isola pensava di trovare poveracci con la lebbra, il vaiolo, chissà... Devono avergli detto che partiva con una spedizione di Medici senza Frontiere.
Poi è arrivato là, ha visto le telecamere e zac! ha capito.
Così, in un rigurgito di coscienza, ha pensato: "Cazzo! Ho preso per il culo i reality in tutti i programmi TV, ma proprio tutti! Adesso mi vedono qua in mutande... vuoi vedere che faccio la figura del fesso?"
Ma no via.
Del resto, per essere eletto deputato era pronto a vendersi madre e padre e pure le ceneri degli avi.
"Sono gay!" Gridava un giorno.
"Ma anche etero!" Il giorno dopo.
Il coro di chissenefrega non lo turbava.
Finché non l'hanno caricato su un'ambulanza mentre farneticava: "Sono gay, sono lesbo, trans e pure sadomaso. Mi trombo le foche, i canguri, tua sorellaaaaaaaaaa"
marzia.elle
Alessandro Cecchi Paone!
Dico: Alessandro Cecchi Paone, che solo per chiamarlo perdi il treno.
Cecchi Paone!
Ebbene: sta naufrago sull'Isola dei Famosi.
E va bene, questo può anche essere positivo, ma temo che dopo torni...
Cecchi Paone! Quello che una volta, a una premiazione dei Telegatti, si alzò in piedi tutto inviperito perché la stupida gente aveva votato un reality piuttosto che il suo simil-culturale programma e si mise a gridare come un ossesso facendo la figura del rosicone. Quello!
Mi ricordo che allora pensai: "Eh però... ha fatto un casino, ma almeno tiene le palle via..."
Ecco, gliele hanno tagliate!
Segate!
Seccate al sole e cadute.
Adesso fa il naufrago.
Non solo, fa pure il naufrago scassaminchia. Litiga con la produzione, la conduttrice, i compagni, i sassi, il buco dell'ozono, tutto!
Ha detto che la nomination è un atto incivile. Vuole tutelare i deboli.
Deve essere che sull'isola pensava di trovare poveracci con la lebbra, il vaiolo, chissà... Devono avergli detto che partiva con una spedizione di Medici senza Frontiere.
Poi è arrivato là, ha visto le telecamere e zac! ha capito.
Così, in un rigurgito di coscienza, ha pensato: "Cazzo! Ho preso per il culo i reality in tutti i programmi TV, ma proprio tutti! Adesso mi vedono qua in mutande... vuoi vedere che faccio la figura del fesso?"
Ma no via.
Del resto, per essere eletto deputato era pronto a vendersi madre e padre e pure le ceneri degli avi.
"Sono gay!" Gridava un giorno.
"Ma anche etero!" Il giorno dopo.
Il coro di chissenefrega non lo turbava.
Finché non l'hanno caricato su un'ambulanza mentre farneticava: "Sono gay, sono lesbo, trans e pure sadomaso. Mi trombo le foche, i canguri, tua sorellaaaaaaaaaa"
marzia.elle
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