Io: "Fra', scusa, il documento che dobbiamo consegnare per il rollback dell'installazione in collaudo è quello che si chiama 'Documento rollback installazione collaudo'?"
Ciccio: "Però, sei intuitiva oggi..."
In verità, preferivo quando mi baciava le mani!
marzia.elle
giovedì 29 novembre 2007
mercoledì 28 novembre 2007
Rispetto 2
Openspace 8:30
Io: "Buongiorno Fra'"
Ciccio: "Buongiorno capo!"
Io: "..."
Ciccio (ad alta voce): "Capooooooooooooooo!"
Io: "Silenzio, silenzio..."
Ciccio (canticchiando): "Buoooooooongioooooooooooornooooooo Capoooooooooo!"
Luuuuuuuuuuunga giornata, lunga!
marzia.elle
Io: "Buongiorno Fra'"
Ciccio: "Buongiorno capo!"
Io: "..."
Ciccio (ad alta voce): "Capooooooooooooooo!"
Io: "Silenzio, silenzio..."
Ciccio (canticchiando): "Buoooooooongioooooooooooornooooooo Capoooooooooo!"
Luuuuuuuuuuunga giornata, lunga!
marzia.elle
martedì 27 novembre 2007
T-Boy
T-Boy è il figlio di cari amici di famiglia. E' nato quando la mamma si era rassegnata a non avere figli.
T-Boy, quando lo presento, dice di essere, alternativamente, mio fratello, il mio migliore amico, il mio figlioccio.
Quando fui allegramente scaricata dalla buon'anima del mio ex, T-Boy, dopo essersi rivolto a lui con parole cariche di pathos, si prestò per bucargli le ruote, ma io, in un attimo di bontà, lo convinsi a desistere. Sì, ancora me ne pento!
Ieri, T-Boy era a cena con noi. Festeggiavamo i suoi sudati quindici anni.
T-Boy: "Ma', se ti dico una cosa, prometti che non ti arrabbi?"
Io: "Non mi arrabbio mai..."
T-Boy: "Ok, prometti allora che non ci resti male?"
Io: "Vai, spara!"
T-Boy: "Ho preso 2 al compito di matematica..."
[Cazzo!]
Io: "Ah... 2... wow..."
T-Boy: "Già... 2... sigh... Si può mettere 2?"
Io: "In effetti... perché vedi... 5 vuol dire che sei sulla buona strada. 4 che insomma, non ci siamo, ma via. 3 che c'è bisogno di aiuto. Ma 2... cioè... lei ti ha dato da fare il compito di matematica e tu hai consegnato quello di latino!"
T-Boy: "Eh eh... circa..."
Io: "E vabbè... recupererai..."
T-Boy: "Sì sì, poi ho preso 5!"
[Cazzo!]
Io: "Wow! Indi adesso hai una fantastica media del 3 1/2!"
T-Boy: "Però ho preso 9 a inglese!"
Io: "Maddai? Ma fico! Sei un geniaccio!"
T-Boy: "Che poi... la vita è ingiusta! Studio più matematica che inglese..."
Io: "Uhmmm... hai presente quelle canzoni strane che ascolti e canti, in che lingua sono?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "E il libro di Harry Potter che ti ho regalato in che lingua era?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "E con i tuoi amici in chat, in che lingua parli?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "Ecco, questo aiuta..."
T-Boy: "Ah... e vabbè, in chat parli, mica posso fa' le equazioni!"
Io: "Vero..."
T-Boy: "E poi, sai... ho preso anche 7 1/2 al tema!"
Io: "Figlio mio! Ora sì che ti riconosco!"
T-Boy: "Oh, italiano mi viene così... non ci posso fare niente..."
Io: "Senti, ma il fatto che vai fortissimo nelle materie umanistiche, da sempre direi, non ti ha fatto pensare qualcosa? Insomma, perché hai scelto lo Scientifico?"
(Mi guarda con gli occhioni da gatto di Shrek)
T-Boy: "Ma perché volevo fare come te!"
Ecco, una pugnalata al cuore no?
marzia.elle
T-Boy, quando lo presento, dice di essere, alternativamente, mio fratello, il mio migliore amico, il mio figlioccio.
Quando fui allegramente scaricata dalla buon'anima del mio ex, T-Boy, dopo essersi rivolto a lui con parole cariche di pathos, si prestò per bucargli le ruote, ma io, in un attimo di bontà, lo convinsi a desistere. Sì, ancora me ne pento!
Ieri, T-Boy era a cena con noi. Festeggiavamo i suoi sudati quindici anni.
T-Boy: "Ma', se ti dico una cosa, prometti che non ti arrabbi?"
Io: "Non mi arrabbio mai..."
T-Boy: "Ok, prometti allora che non ci resti male?"
Io: "Vai, spara!"
T-Boy: "Ho preso 2 al compito di matematica..."
[Cazzo!]
Io: "Ah... 2... wow..."
T-Boy: "Già... 2... sigh... Si può mettere 2?"
Io: "In effetti... perché vedi... 5 vuol dire che sei sulla buona strada. 4 che insomma, non ci siamo, ma via. 3 che c'è bisogno di aiuto. Ma 2... cioè... lei ti ha dato da fare il compito di matematica e tu hai consegnato quello di latino!"
T-Boy: "Eh eh... circa..."
Io: "E vabbè... recupererai..."
T-Boy: "Sì sì, poi ho preso 5!"
[Cazzo!]
Io: "Wow! Indi adesso hai una fantastica media del 3 1/2!"
T-Boy: "Però ho preso 9 a inglese!"
Io: "Maddai? Ma fico! Sei un geniaccio!"
T-Boy: "Che poi... la vita è ingiusta! Studio più matematica che inglese..."
Io: "Uhmmm... hai presente quelle canzoni strane che ascolti e canti, in che lingua sono?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "E il libro di Harry Potter che ti ho regalato in che lingua era?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "E con i tuoi amici in chat, in che lingua parli?"
T-Boy: "Inglese."
Io: "Ecco, questo aiuta..."
T-Boy: "Ah... e vabbè, in chat parli, mica posso fa' le equazioni!"
Io: "Vero..."
T-Boy: "E poi, sai... ho preso anche 7 1/2 al tema!"
Io: "Figlio mio! Ora sì che ti riconosco!"
T-Boy: "Oh, italiano mi viene così... non ci posso fare niente..."
Io: "Senti, ma il fatto che vai fortissimo nelle materie umanistiche, da sempre direi, non ti ha fatto pensare qualcosa? Insomma, perché hai scelto lo Scientifico?"
(Mi guarda con gli occhioni da gatto di Shrek)
T-Boy: "Ma perché volevo fare come te!"
Ecco, una pugnalata al cuore no?
marzia.elle
lunedì 26 novembre 2007
Il Liga!

"Compro biglietti!" Urlano i bagarini di fuori.
Palalottomatica gremito.
L'acustica è pessima, ma lo spettacolo di colori è affascinante.
Alle 21, preciso, puntuale: lui!
Non capisco niente di musica, ma, mi pare proprio, suoni la chitarra direttamente ispirato dagli dei.
"Ligaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" Una ola umana di cellulari luminosi, fascette colorate, mani alzate verso il cielo.
Canta per due ore filate senza risparmiarsi.
Corre, salta, suda, ci saluta. Non dice "Grazie Roma!" e per questo sento di volergli bene. Non fa discorsi profondi. Non è venuto a tenere una lezione.
"Fate l'amore!" Dice.
Ma noi siamo lì, saltiamo, battiamo le mani e cantiamo con tutta la voce che abbiamo in gola.
"Urlaaaaaaaaaaando contro il cieeeeeeeeeeeeeeeeloooooooooooooooooo!"
Come ossessi ripetiamo: "Il traffico, il traffico, il traffico!" Dietro a lui.
Così, come fosse una verità profondissima e unica.
Colpo di scena! Dal soffitto cala un panno rosso. Dietro, una ragazza si lancia in una esibizione da togliere il respiro. Tremo quando si butta all'indietro, ma il brivido è veloce, il panno regge e lei è salva.

E poi, il finale.
Da occhi lucidi.
Liga canta davanti le immagini che hanno fatto la nostra storia. La nostra Italia.
Spunta il tricolore e allora pensi che la dovrebbero smettere di dire che questi ragazzi non hanno valori. Perché loro, i giovani (e i trentenni come me), guardano quei volti passare e applaudono.
Alberto Sordi, Enzo Biagi, Luciano Pavarotti, Augusto Daolio, Pierangelo Bertoli, Anna Magnani, Aldo Fabrizi...
Ciao Liga!
marzia.elle
domenica 25 novembre 2007
L'abbiam persa...
La mia mamma, detta anche Donna Terzilia, è una signora di cinquantotto anni piena di interessi, di ideali, di sani principi. E' vero, vede dei discutibilissimi programmi televisivi, ma, dopo, la trovi a leggere il Sole 24 ore (chissà perché poi, essendo noi plebei in tutto).
Sa cucinare una settantina di sughi diversi e di ognuno può parlartene per ore.
Perché sì, è anche tendenzialmente logorroica.
Donna Terzilia, da ragazza, faceva l'operaia incazzosa, combatteva per i suoi diritti, cantava Bandiera Rossa e credeva veramente di cambiare il mondo.
Orbene, ieri sera, questa donna, lei, proprio lei, ha comprato una: "Paletta torta con musica".
Perché sì, qualcuno dalle assai discutibili doti intellettive, ha inventato uno strumento che mentre taglia la torta, canta: "Tanti auguri a te!".
E lei, felice come i bimbi, ora gira per casa mimando l'atto di dividere dolci a più piani a ritmo di tattatatataaaaaaaa, tattatatataaaaaaaa, tatatataaaaaaaaaaaaaa!
Mondo infame, riprenditi questo mostro e ridammi mia madre!
marzia.elle
Sa cucinare una settantina di sughi diversi e di ognuno può parlartene per ore.
Perché sì, è anche tendenzialmente logorroica.
Donna Terzilia, da ragazza, faceva l'operaia incazzosa, combatteva per i suoi diritti, cantava Bandiera Rossa e credeva veramente di cambiare il mondo.
Orbene, ieri sera, questa donna, lei, proprio lei, ha comprato una: "Paletta torta con musica".
Perché sì, qualcuno dalle assai discutibili doti intellettive, ha inventato uno strumento che mentre taglia la torta, canta: "Tanti auguri a te!".
E lei, felice come i bimbi, ora gira per casa mimando l'atto di dividere dolci a più piani a ritmo di tattatatataaaaaaaa, tattatatataaaaaaaa, tatatataaaaaaaaaaaaaa!
Mondo infame, riprenditi questo mostro e ridammi mia madre!
marzia.elle
giovedì 22 novembre 2007
Strani legami
Ieri leggevo di Madameweb, la pornoprof del nord. Oggi della maestra che, per azzittire il bimbetto di turno, gli ha piazzato (veramente per pochi secondi e in modo scherzoso) del nastro adesivo sulla bocca.
Tutti scandalizzati.
Per carità, a vedersi da fuori, sono episodi che fanno riflettere, ma forse la differenza con i vecchi tempi (i miei) sta nel fatto che allora non c'era youtube e nemmeno un misero cellulare con la videocamera.
In secondo liceo, la prof di disegno mi mandò allegramente affanculo perché stavo facendo copiare i compiti di matematica a un mio compagno (invece di seguire la spiegazione).
Fosse finita in rete, l'avrebbero processata a Porta a Porta.
Va bene, essere mandata nel posto più frequentato della terra da una insegnante, non fa piacere. Ma io, per dire, non rimasi così traumatizzata come si potrebbe credere. Perché, che il mondo benpensante lo voglia o meno, il rapporto che sia crea fra professore/studente, è assoluto, particolare, unico, pazzo e, a volte, incomprensibile al di fuori di un'aula scolastica.
Lei, la prof, alla lezione successiva, mi chiese scusa. E lo fece davanti a tutta la classe, così come mi aveva "offeso" davanti a tutti.
E io ho detto: "Ok, non fa niente!" Perché non è un vaffanculo che fa (nel bene o nel male) un professore. E, strano a dirsi, lo pensavo anche a quindici anni.
Quando proprio non puoi non ridere con i tuoi compagni e non puoi evitare di lasciarti sfuggire: "Prof, ho dimenticato la matita HB, ma, per favore, non mi ci mandi..."
Perché lei era così, fuori dagli schemi. Umana. Piena di difetti, ma anche una bravissima insegnante. E quando mi capita di ripensare a lei, non è il vaffanculo il primo ricordo, ma quella volta che ci portò ai Fori Imperiali a disegnare dal "vivo". Quando, finito d'immortalare la vecchia Roma, ci chiese di scrivere dietro il foglio una poesia. Ispirata a quel posto, al nostro lavoro, all'aria che si respirava. E poi, in piedi su una colonna, pretese che la recitassimo in mezzo ai ruderi e ai turisti divertiti. Con lei sotto che alla fine applaudiva e faceva il tifo come fosse a un concerto. Ecco, forse è a lei che devo la mia faccia di culo.
marzia.elle
Tutti scandalizzati.
Per carità, a vedersi da fuori, sono episodi che fanno riflettere, ma forse la differenza con i vecchi tempi (i miei) sta nel fatto che allora non c'era youtube e nemmeno un misero cellulare con la videocamera.
In secondo liceo, la prof di disegno mi mandò allegramente affanculo perché stavo facendo copiare i compiti di matematica a un mio compagno (invece di seguire la spiegazione).
Fosse finita in rete, l'avrebbero processata a Porta a Porta.
Va bene, essere mandata nel posto più frequentato della terra da una insegnante, non fa piacere. Ma io, per dire, non rimasi così traumatizzata come si potrebbe credere. Perché, che il mondo benpensante lo voglia o meno, il rapporto che sia crea fra professore/studente, è assoluto, particolare, unico, pazzo e, a volte, incomprensibile al di fuori di un'aula scolastica.
Lei, la prof, alla lezione successiva, mi chiese scusa. E lo fece davanti a tutta la classe, così come mi aveva "offeso" davanti a tutti.
E io ho detto: "Ok, non fa niente!" Perché non è un vaffanculo che fa (nel bene o nel male) un professore. E, strano a dirsi, lo pensavo anche a quindici anni.
Quando proprio non puoi non ridere con i tuoi compagni e non puoi evitare di lasciarti sfuggire: "Prof, ho dimenticato la matita HB, ma, per favore, non mi ci mandi..."
Perché lei era così, fuori dagli schemi. Umana. Piena di difetti, ma anche una bravissima insegnante. E quando mi capita di ripensare a lei, non è il vaffanculo il primo ricordo, ma quella volta che ci portò ai Fori Imperiali a disegnare dal "vivo". Quando, finito d'immortalare la vecchia Roma, ci chiese di scrivere dietro il foglio una poesia. Ispirata a quel posto, al nostro lavoro, all'aria che si respirava. E poi, in piedi su una colonna, pretese che la recitassimo in mezzo ai ruderi e ai turisti divertiti. Con lei sotto che alla fine applaudiva e faceva il tifo come fosse a un concerto. Ecco, forse è a lei che devo la mia faccia di culo.
marzia.elle
mercoledì 21 novembre 2007
Rispetto
Io: "Ciao Fra'"
Ciccio: "Baciamo le mani!"
Io: "Ehmmm, ma un 'ciao marzia' come tutti?"
Ciccio: "Picchì?"
Ma no, niente, è che mi guardano come fossi il Padrino...
marzia.elle
Ciccio: "Baciamo le mani!"
Io: "Ehmmm, ma un 'ciao marzia' come tutti?"
Ciccio: "Picchì?"
Ma no, niente, è che mi guardano come fossi il Padrino...
marzia.elle
martedì 20 novembre 2007
Le brutte abitudini
Le brutte abitudini si prendono a scuola, tipo leggere il giornale.
Berlusconi: sì al dialogo con Veltroni. Poi al voto
A parte che questa notte, come è nella sua frizzante natura, ha fondato un partito, oggi si è svegliato propositivo, cambiando linea politica così come io cambio le mutande.
Sono ammirata. E mi chiedo: dopo che Silvio e Walter avranno rifondato la DC, io, dove andrò a vivere?
Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti
La società italiana di pediatria, che, per inciso, si chiama Sip come il vecchio gestore telefonico italiano (i più anziani ricorderanno!), ha lanciato l'allarme: sempre più sesso, alcool e droga fra i dodicenni. Ti pareva che non sbagliavo generazione!
Duemila concorrenti per 22 contratti. I vincitori scelti con un sorteggio
Ecco a voi la tombola. Vuoi vedere che ci tocca rimpiangere il monopoli?
Bangladesh spazzato dal ciclone Sidr. Si temono 15.000 morti
Di fronte a codeste dimostrazioni di forza, non posso che redimermi.
Dio esiste e sta incazzato!
E' gay e va in tv, il parroco lo caccia
Eppure l'idea era brillante. Quale miglior posto per fare outing che una trasmissione televisiva? Ma il parroco l'ha presa male. E così il povero catechista ha scoperto, di botto, la carità cristiana.
Pare che il parroco abbia commentato: "E però, poteva anche dirmelo prima, perfida!"
Lecco: trovata bimba rapita
La responsabile, una donna con problemi psichici, è stata subito individuata dalla polizia.
Ma due calci nel culo a quella deficiente di madre che va a fare la spesa lasciando la figlia di diciotto mesi in macchina, no?
Tyson, fermato mentre guida sotto l'effetto di droghe
Graziato. La difesa ha tuonato: "Stava solo guidando, non picchiava a morte una donna!"
Tutti ne convengono.
marzia.elle
Berlusconi: sì al dialogo con Veltroni. Poi al voto
A parte che questa notte, come è nella sua frizzante natura, ha fondato un partito, oggi si è svegliato propositivo, cambiando linea politica così come io cambio le mutande.
Sono ammirata. E mi chiedo: dopo che Silvio e Walter avranno rifondato la DC, io, dove andrò a vivere?
Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti
La società italiana di pediatria, che, per inciso, si chiama Sip come il vecchio gestore telefonico italiano (i più anziani ricorderanno!), ha lanciato l'allarme: sempre più sesso, alcool e droga fra i dodicenni. Ti pareva che non sbagliavo generazione!
Duemila concorrenti per 22 contratti. I vincitori scelti con un sorteggio
Ecco a voi la tombola. Vuoi vedere che ci tocca rimpiangere il monopoli?
Bangladesh spazzato dal ciclone Sidr. Si temono 15.000 morti
Di fronte a codeste dimostrazioni di forza, non posso che redimermi.
Dio esiste e sta incazzato!
E' gay e va in tv, il parroco lo caccia
Eppure l'idea era brillante. Quale miglior posto per fare outing che una trasmissione televisiva? Ma il parroco l'ha presa male. E così il povero catechista ha scoperto, di botto, la carità cristiana.
Pare che il parroco abbia commentato: "E però, poteva anche dirmelo prima, perfida!"
Lecco: trovata bimba rapita
La responsabile, una donna con problemi psichici, è stata subito individuata dalla polizia.
Ma due calci nel culo a quella deficiente di madre che va a fare la spesa lasciando la figlia di diciotto mesi in macchina, no?
Tyson, fermato mentre guida sotto l'effetto di droghe
Graziato. La difesa ha tuonato: "Stava solo guidando, non picchiava a morte una donna!"
Tutti ne convengono.
marzia.elle
venerdì 16 novembre 2007
Famiglie allargate
Ore 10:00, banca.
Computer: "Depositare gli oggetti metallici negli appositi contenitori".
Deposito gli oggetti metallici.
Computer: "Premere con il dito indice finché la luce non diventa verde".
La luce resta arancione.
Zzzzzzzzzzzz. Si apre la porta.
Signora alla cassa: "Venga venga. (A mia madre) E' sua figlia eh?"
Mamma: "Sì, sì. Buongiorno Lucia, siamo qui per aprire un conto."
Signora alla cassa: "Facciamo subito!"
Mamma: "Il signor Odoardo tutto bene?"
Signora alla cassa: "Bene bene... è uscito un attimo."
Io: "Chi è Odoardo?"
Mamma: "Il direttore."
Io: "Tu chiami il direttore della banca per nome?"
Mamma: "Sì sì..."
Io: "E da quando, precisamente, siamo diventati ricchi?"
Signora alla cassa: "Mi servirebbe il suo documento e il codice fiscale..."
Io: "Eccoli. Ehmmm... vorrei il conto cointestato con mia madre."
Signora alla cassa: "Nessun problema!"
Io: "Mamma, le dai per favore la carta d'identità."
Signora alla cassa: "Ma nooo, non serve. La signora è di casa qui!"
Io: "Mamma, cazzo, perché non mi hai detto che abbiamo ereditato?"
Signora alla cassa: "(A mia madre) Ah, il cognome è diverso... pensavo fosse quello di suo marito..."
Io: "Marito?"
Mamma: "Oh no, altro matrimonio."
Io: "E quando, di preciso ti saresti risposata?"
Mamma: "Parla di Antonio."
Io: "Si chiama compagno, mamma, compagno!"
Mamma: "E che sto a spiegare tutte le cose nostre. Marito e via!"
Signora alla cassa: "Una firma qua... una qua... grazie... grazie... (A mia madre) eh, insomma, ci siamo... sta per diventare nonna..."
Io: "Cazzo, sono incinta?!"
Signora alla cassa: "E la zia che dice?"
Io: "Beh... la zia dice che è figlia unica..."
Mamma: "Eh eh, no, è la moglie del figlio del mio secondo marito che aspetta..."
Signora alla cassa: "Ah, lei invece..."
Io: "Io? Oh, niente, mi ha raccolto in un cassonetto!"
Signora alla cassa: "Eh?"
Mamma: "Scherza..."
Stung!
Io: "Ahio!"
marzia.elle
Computer: "Depositare gli oggetti metallici negli appositi contenitori".
Deposito gli oggetti metallici.
Computer: "Premere con il dito indice finché la luce non diventa verde".
La luce resta arancione.
Zzzzzzzzzzzz. Si apre la porta.
Signora alla cassa: "Venga venga. (A mia madre) E' sua figlia eh?"
Mamma: "Sì, sì. Buongiorno Lucia, siamo qui per aprire un conto."
Signora alla cassa: "Facciamo subito!"
Mamma: "Il signor Odoardo tutto bene?"
Signora alla cassa: "Bene bene... è uscito un attimo."
Io: "Chi è Odoardo?"
Mamma: "Il direttore."
Io: "Tu chiami il direttore della banca per nome?"
Mamma: "Sì sì..."
Io: "E da quando, precisamente, siamo diventati ricchi?"
Signora alla cassa: "Mi servirebbe il suo documento e il codice fiscale..."
Io: "Eccoli. Ehmmm... vorrei il conto cointestato con mia madre."
Signora alla cassa: "Nessun problema!"
Io: "Mamma, le dai per favore la carta d'identità."
Signora alla cassa: "Ma nooo, non serve. La signora è di casa qui!"
Io: "Mamma, cazzo, perché non mi hai detto che abbiamo ereditato?"
Signora alla cassa: "(A mia madre) Ah, il cognome è diverso... pensavo fosse quello di suo marito..."
Io: "Marito?"
Mamma: "Oh no, altro matrimonio."
Io: "E quando, di preciso ti saresti risposata?"
Mamma: "Parla di Antonio."
Io: "Si chiama compagno, mamma, compagno!"
Mamma: "E che sto a spiegare tutte le cose nostre. Marito e via!"
Signora alla cassa: "Una firma qua... una qua... grazie... grazie... (A mia madre) eh, insomma, ci siamo... sta per diventare nonna..."
Io: "Cazzo, sono incinta?!"
Signora alla cassa: "E la zia che dice?"
Io: "Beh... la zia dice che è figlia unica..."
Mamma: "Eh eh, no, è la moglie del figlio del mio secondo marito che aspetta..."
Signora alla cassa: "Ah, lei invece..."
Io: "Io? Oh, niente, mi ha raccolto in un cassonetto!"
Signora alla cassa: "Eh?"
Mamma: "Scherza..."
Stung!
Io: "Ahio!"
marzia.elle
giovedì 15 novembre 2007
Ultime volontà
Mamma: "Te la ricordi quella ragazza che hanno ammazzato a luglio..."
Io: "Ne ammazzano una al giorno..."
Mamma: "Dai, quella che è stato l'amico!"
Io: "Sono sempre gli amici o gli ex!"
Mamma: "Maddai, con venti cortellate!"
Io: "Vabbè sì, me la ricordo. Quindi?"
Mamma: "Ho visto la madre. Poraccia... una pena..."
Io: "Hai visto la madre?"
Mamma: "Era ospite della D'Eusanio!"
Io: "Eh?"
Mamma: "Ha raccontato tutta la storia, sapessi come piangeva! Che pena poraccia..."
Attimo di silenzio.
Io: "Mamma: giura!"
Mamma: "Giuro cosa?"
Io: "Se mi ammazzano, giurami che non vai dalla D'Eusanio! Per favore..."
Mamma: "Vabbè che male c'è?"
Io: "Giura ho detto!"
Mamma: "Oh, io non ci vedo niente di strano... comunque..."
Riflette.
Mamma: "Ma per quale cazzo di motivo ti devono ammazzare?"
marzia.elle
Io: "Ne ammazzano una al giorno..."
Mamma: "Dai, quella che è stato l'amico!"
Io: "Sono sempre gli amici o gli ex!"
Mamma: "Maddai, con venti cortellate!"
Io: "Vabbè sì, me la ricordo. Quindi?"
Mamma: "Ho visto la madre. Poraccia... una pena..."
Io: "Hai visto la madre?"
Mamma: "Era ospite della D'Eusanio!"
Io: "Eh?"
Mamma: "Ha raccontato tutta la storia, sapessi come piangeva! Che pena poraccia..."
Attimo di silenzio.
Io: "Mamma: giura!"
Mamma: "Giuro cosa?"
Io: "Se mi ammazzano, giurami che non vai dalla D'Eusanio! Per favore..."
Mamma: "Vabbè che male c'è?"
Io: "Giura ho detto!"
Mamma: "Oh, io non ci vedo niente di strano... comunque..."
Riflette.
Mamma: "Ma per quale cazzo di motivo ti devono ammazzare?"
marzia.elle
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