lunedì 20 agosto 2007

Non fate incazzare Medea

I greci erano fantastici.
Quelli di allora dico.
Per dire: Euripide...
Euripide secondo me era meglio non averlo come vicino di casa.
Insomma, uno che scrive certe tragedie...
Euripide mica ci pensa due volte: ammazza padri, madri, figli, decapita, smembra, mangia, frulla, poi una preghierina agli dei e via. Fatto.
Voi a uno cosi' andreste a bussare per chiedere lo zucchero?
Ma anche no!
Però che intellettuale goduria. Chissà quando è stato che ci si è appannato il cervello. Quand'è che ci siamo svegliati e abbiamo smesso di scrivere quello che ci pareva... bah...
Comunque, per tornare al nostro greco, mentre ero in vacanza ho letto la "sua" Medea.
Medea, avete presente?
Quella donnina greca un pochetto permalosa.
Non tanto, per carità.
Cioè tipo: il marito la lascia per un'altra? Bene, lei ammazza l'altra, il padre di lei e pure i figli avuti con il fedigrafo.
E che c'entrano i figli? Direte.
Ecco, è questo che ci frega. Noi siamo un po' ottusi. Siamo limitati nel pensiero.
Medea aveva una mente brillante, aperta.
I figli sono discendenza, indi... zac! Via.
Certo, porella, sono scelte difficili.
Pure lei però, si era innamorata di quel Giasone.
Un tipaccio.
Lo doveva capire subito.
Da quando era stata costretta a scappare dalle sue terre per stare con lui.
Che poi lo sappiamo che se scappi ti inseguono.
Ma Medea mica stava a pettinare le bambole, Medea era scaltra.
Così si porta dietro il fratello per mare, lo ammazza, lo smebra e lo getta in acqua davanti la nave del padre che gli stava dietro.
E adesso raccoglilo papy...

Morale della favola... non fate incazzare Medea!

marzia.elle

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