giovedì 22 novembre 2007

Strani legami

Ieri leggevo di Madameweb, la pornoprof del nord. Oggi della maestra che, per azzittire il bimbetto di turno, gli ha piazzato (veramente per pochi secondi e in modo scherzoso) del nastro adesivo sulla bocca.
Tutti scandalizzati.
Per carità, a vedersi da fuori, sono episodi che fanno riflettere, ma forse la differenza con i vecchi tempi (i miei) sta nel fatto che allora non c'era youtube e nemmeno un misero cellulare con la videocamera.

In secondo liceo, la prof di disegno mi mandò allegramente affanculo perché stavo facendo copiare i compiti di matematica a un mio compagno (invece di seguire la spiegazione).
Fosse finita in rete, l'avrebbero processata a Porta a Porta.
Va bene, essere mandata nel posto più frequentato della terra da una insegnante, non fa piacere. Ma io, per dire, non rimasi così traumatizzata come si potrebbe credere. Perché, che il mondo benpensante lo voglia o meno, il rapporto che sia crea fra professore/studente, è assoluto, particolare, unico, pazzo e, a volte, incomprensibile al di fuori di un'aula scolastica.
Lei, la prof, alla lezione successiva, mi chiese scusa. E lo fece davanti a tutta la classe, così come mi aveva "offeso" davanti a tutti.
E io ho detto: "Ok, non fa niente!" Perché non è un vaffanculo che fa (nel bene o nel male) un professore. E, strano a dirsi, lo pensavo anche a quindici anni.
Quando proprio non puoi non ridere con i tuoi compagni e non puoi evitare di lasciarti sfuggire: "Prof, ho dimenticato la matita HB, ma, per favore, non mi ci mandi..."
Perché lei era così, fuori dagli schemi. Umana. Piena di difetti, ma anche una bravissima insegnante. E quando mi capita di ripensare a lei, non è il vaffanculo il primo ricordo, ma quella volta che ci portò ai Fori Imperiali a disegnare dal "vivo". Quando, finito d'immortalare la vecchia Roma, ci chiese di scrivere dietro il foglio una poesia. Ispirata a quel posto, al nostro lavoro, all'aria che si respirava. E poi, in piedi su una colonna, pretese che la recitassimo in mezzo ai ruderi e ai turisti divertiti. Con lei sotto che alla fine applaudiva e faceva il tifo come fosse a un concerto. Ecco, forse è a lei che devo la mia faccia di culo.

marzia.elle

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bhè, se ti capita di rivederla, ringraziala da parte mia per il lavoro svolto...

Non so come saresti oggi senza di lei, ma mi piace come sei diventata, anche per il modo in cui porti in giro la tua faccia... di bronzo!

;-D

le vecchie ciabatte ha detto...

Non la vedo dai tempi del liceo.
Comunque grazie, sei un tesoro!

marzia.elle

Anonimo ha detto...

Che bel ricordo ti ha lasciato questa prof.! Ci sono dei giorni particolari che rimangono per sempre nella nostra memoria. Magari si tratta solo di attimi o di ore, ma quanto valgono! o no?
Katika

le vecchie ciabatte ha detto...

Valgono moltissimo, Katika, hai ragione!
E in tutto questo, non posso fare a meno di pensare che sono stata schifosamente fortunata a incontrare, quasi sempre, le persone giuste.

marzia.elle